Il nostro blog Eat The Kitsch su Repubblica.it. :) Seguiteci sul nostri blog.

Fantasie eccentriche, abbinamenti azzardati, capi e accessori di cui si sarebbe voluta ignorare l’esistenza. E che invece vengono indossati da turisti e passanti tra le strade di Firenze e catturati dagli scatti di Beatrice e Francesca, ideatrici del blog Eat the Kitsch. Errori e orrodi di moda, san

Ogni anno e’ sempre peggio… 
Quando si avvicina il giorno del mio compleanno… oramai non so neanche io, più da quanto tempo soffro inesorabilmente della sindrome di Peter Pan… L’ idea di invecchiare mi manda completamente in paranoia…
Ma il coltello nella piaga, viene trafitto quando alcuni giorni prima del mio compleanno ( che evito di festeggiare in modo convenzionale) le persone mi dicono: “che bello compì gli anni?” Ed io con faccia sdegnata annuisco! 
E continuano dicendo: “via, via, sei così giovane!” Ed io ma … Veramente non ho più 20! , “ma come ne avrai 25/26?” … MAGARI!!!! ( anche se la mia autostima quando mi dicono che dimostrò di meno, ha un picco!)
Comunque non ho 26 anni! Ma ho superato di gran lunga i 30… 
E allora a quel punto tutto cambia… 
Il coltello si incastra definitivamente nella carne viva!
"OHHHH, Ma allora quando ti sposi? Vuoi dei bambini?"
Ed io con aria di insufficienza e disprezzo rispondo: ” NO!”

Ogni anno e’ sempre peggio…

Quando si avvicina il giorno del mio compleanno… oramai non so neanche io, più da quanto tempo soffro inesorabilmente della sindrome di Peter Pan… L’ idea di invecchiare mi manda completamente in paranoia…


Ma il coltello nella piaga, viene trafitto quando alcuni giorni prima del mio compleanno ( che evito di festeggiare in modo convenzionale) le persone mi dicono: “che bello compì gli anni?” Ed io con faccia sdegnata annuisco!

E continuano dicendo: “via, via, sei così giovane!” Ed io ma … Veramente non ho più 20! , “ma come ne avrai 25/26?” … MAGARI!!!! ( anche se la mia autostima quando mi dicono che dimostrò di meno, ha un picco!)


Comunque non ho 26 anni! Ma ho superato di gran lunga i 30…

E allora a quel punto tutto cambia…

Il coltello si incastra definitivamente nella carne viva!


"OHHHH, Ma allora quando ti sposi? Vuoi dei bambini?"


Ed io con aria di insufficienza e disprezzo rispondo: ” NO!”

1 anno fa
1 nota
Appunto da amante degli animali…… Entro dal veterinario, guardo chi ho davanti a me e nota subito una donna con un gatto, una signora da sola e una coppia di venticinquenni (e sottolineo che 25 anni non sono pochi), a parte l’ abbigliamento alla moda che era un accozzaglia di marche, veramente tamarre, in braccio alla ragazza fa capolino un topo… Ahhh no scusate e’ un Toy.. Un Pincher Toy! E già il fatto di classificare un essere vivente come un giocattolo e’ abominevole!!! Immaginatevi quando lo scricciolo in questione e’ corredato di tutto punto da un giacchettino color Pink, con uno dei sette nani disegnato sopra…Mi metto a sedere, già sdegnata dalla situazione!!! E spero che tutto si fermi li! Ma niente e’ dato al caso quando c’e-esistono persone del genere a giro per il mondo!Iniziano fra versini e paroline varie a fare i versi a questo bambino… A no..!! scusatemi, siamo dal veterinario…Ma io dico, se volete un bambino, fate un bambino!!! Invece di trattare un cane come un Toy…La parola chiave: TOLLERANZA ZERO!!!I CANI ADOTTATELI NEI CANILI!!! NON COMPRATELI COME SE FOSSERO UN VESTITO ALL’ ULTIMA MODA!
p.s = la foto è stata fatta di nascosto ;)

Appunto da amante degli animali…
… Entro dal veterinario, guardo chi ho davanti a me e nota subito una donna con un gatto, una signora da sola e una coppia di venticinquenni (e sottolineo che 25 anni non sono pochi), a parte l’ abbigliamento alla moda che era un accozzaglia di marche, veramente tamarre, in braccio alla ragazza fa capolino un topo… Ahhh no scusate e’ un Toy.. Un Pincher Toy! E già il fatto di classificare un essere vivente come un giocattolo e’ abominevole!!! Immaginatevi quando lo scricciolo in questione e’ corredato di tutto punto da un giacchettino color Pink, con uno dei sette nani disegnato sopra…
Mi metto a sedere, già sdegnata dalla situazione!!! E spero che tutto si fermi li! Ma niente e’ dato al caso quando c’e-esistono persone del genere a giro per il mondo!
Iniziano fra versini e paroline varie a fare i versi a questo bambino… A no..!! scusatemi, siamo dal veterinario…
Ma io dico, se volete un bambino, fate un bambino!!! Invece di trattare un cane come un Toy…

La parola chiave: TOLLERANZA ZERO!!!

I CANI ADOTTATELI NEI CANILI!!! NON COMPRATELI COME SE FOSSERO UN VESTITO ALL’ ULTIMA MODA!

p.s = la foto è stata fatta di nascosto ;)

1 anno fa
2 note
Cene pre - natalizie
Arriva Natale e comincia l’ odissea dei pranzi e delle cene.
Cene e cene si susseguono senza sosta, che non riesci neanche a tirare un respiro.
Cene con parenti, amici, conoscenti… Un modo anche per rivedere persone che non riesci a vedere quanto vorresti durante tutto l’ anno.
Cene e cene… Cibo e cibo… Tutto all’ insegna delle chiacchiere…
Ma ogni cena ha qualcosa di diverso…
Per esempio ieri sera la nostra cena Vegana.
Cena a casa mia, siamo in 4, poche ma buone! ;)
La nostra cuoca ha cucinato tutto da sola per delizziarci, regalandoci in modo alternativo una stupenda cena Vegan, invece di regali materiali… Brava!
CIT. Il menu consegnatoci tramite e-mail@ (sottolineando l’ interesse che anche lei cominci a scrivere questo blog)
Primo: lasagne in bianco con ragù di porri e carciofi (su questi ultimi, pervicacemente off-season, nutro forti dubbi e sospetti, mi è stato anche consigliato di prenderli surgelati!!! Perdirindindina!!! Vabbeh, scenderò a compromessi, sennò vi appioppo il ragù di seitan, neh!!), dunque dicevo, il ragù, e poi il tutto inondato di besciamella fatta con crema di miglio o riso. Ohi ohi, cosa verrà fuori…..
Secondo: medaglioni di lupino (fatte con le mie  manine, quelli comprati sanno di gommini per le sedie) con dentro non so, penso quello che ho in casa al momento :-), l’ultima volta ho messo la tajin e…..non mi ricordo più. Con salsa di accompagnamento verdurosa, tipo patate (quindi tuberosa), o hummus/lenticchie (quindi leguminosa) o…..niente, di verduroso non mi viene nulla (non mi dite zucchine, che mi viene un colpo). Avevo pensato anche ad un gateau di patate e seitan, ma mi pare un po’ peso. Si accettano suggerimenti. (abbiamo scelto le lenticchie)
Dolce: torta al cacao,  pere e spolverata di cocco, ho una ricettina, ma, come al solito, non l’ho mai provata, quindi ne subirete le atroci conseguenze. Confido nel vostro buon cuore natalizio (questo vale per tutto il menu).
Attendo il vostro agognato beneplacito :-))
Ritornando al fattore doni, Noi, le altre 3, invece ci siamo date al consumismo…
Io come ogni anno, non mi scompongo e non mi impegno molto su cosa regalare, vado in libreria e regalo dei libri… Anche se azzeccare i gusti delle persone sul fatto di libri non e’ facile, e neanche regalare un libro che uno gia’ possiede.
Per rimanere in tema di ecologico e riciclo ho incartato i tre libri con carta gialla … Con  sopra disegnino fatti a penna, senza senso fatti da me. Continuando a scartare i pacchetti vengono fuori altri splendidi accessori, come mollettini super colorate e con le sembianze di animali per chiudere i sacchetti, un fiore coloratissimo che smontandosi e composto da tre diversi imbuti di misure diverse, un kit per la manicure, un paio di orecchini stilosissimi..che mi piacciono un sacco! un kit accessoriato per il giardinaggio, composta da: guantini fashion, terriccio vaso ed erba gatta, per il micio…
bè…direi che questo è Natale!

Cene pre - natalizie

Arriva Natale e comincia l’ odissea dei pranzi e delle cene.

Cene e cene si susseguono senza sosta, che non riesci neanche a tirare un respiro.

Cene con parenti, amici, conoscenti… Un modo anche per rivedere persone che non riesci a vedere quanto vorresti durante tutto l’ anno.

Cene e cene… Cibo e cibo… Tutto all’ insegna delle chiacchiere…

Ma ogni cena ha qualcosa di diverso…

Per esempio ieri sera la nostra cena Vegana.

Cena a casa mia, siamo in 4, poche ma buone! ;)

La nostra cuoca ha cucinato tutto da sola per delizziarci, regalandoci in modo alternativo una stupenda cena Vegan, invece di regali materiali… Brava!

CIT. Il menu consegnatoci tramite e-mail@ (sottolineando l’ interesse che anche lei cominci a scrivere questo blog)

Primo: lasagne in bianco con ragù di porri e carciofi (su questi ultimi, pervicacemente off-season, nutro forti dubbi e sospetti, mi è stato anche consigliato di prenderli surgelati!!! Perdirindindina!!! Vabbeh, scenderò a compromessi, sennò vi appioppo il ragù di seitan, neh!!), dunque dicevo, il ragù, e poi il tutto inondato di besciamella fatta con crema di miglio o riso. Ohi ohi, cosa verrà fuori…..

Secondo: medaglioni di lupino (fatte con le mie  manine, quelli comprati sanno di gommini per le sedie) con dentro non so, penso quello che ho in casa al momento :-), l’ultima volta ho messo la tajin e…..non mi ricordo più. Con salsa di accompagnamento verdurosa, tipo patate (quindi tuberosa), o hummus/lenticchie (quindi leguminosa) o…..niente, di verduroso non mi viene nulla (non mi dite zucchine, che mi viene un colpo). Avevo pensato anche ad un gateau di patate e seitan, ma mi pare un po’ peso. Si accettano suggerimenti. (abbiamo scelto le lenticchie)

Dolce: torta al cacao,  pere e spolverata di cocco, ho una ricettina, ma, come al solito, non l’ho mai provata, quindi ne subirete le atroci conseguenze. Confido nel vostro buon cuore natalizio (questo vale per tutto il menu).

Attendo il vostro agognato beneplacito :-))

Ritornando al fattore doni, Noi, le altre 3, invece ci siamo date al consumismo…

Io come ogni anno, non mi scompongo e non mi impegno molto su cosa regalare, vado in libreria e regalo dei libri… Anche se azzeccare i gusti delle persone sul fatto di libri non e’ facile, e neanche regalare un libro che uno gia’ possiede.

Per rimanere in tema di ecologico e riciclo ho incartato i tre libri con carta gialla … Con  sopra disegnino fatti a penna, senza senso fatti da me. Continuando a scartare i pacchetti vengono fuori altri splendidi accessori, come mollettini super colorate e con le sembianze di animali per chiudere i sacchetti, un fiore coloratissimo che smontandosi e composto da tre diversi imbuti di misure diverse, un kit per la manicure, un paio di orecchini stilosissimi..che mi piacciono un sacco! un kit accessoriato per il giardinaggio, composta da: guantini fashion, terriccio vaso ed erba gatta, per il micio…

bè…direi che questo è Natale!

1 anno fa
1 nota
Avete mai pensato alle donne e all’ inverno?
vi aiuto…
Avete mai pensato all’ anti sesso in cui si trasformano in inverno le donne?
Mi spiego meglio…
Quando arriva la primavera e gli uccellini cantano e i fiori si aprono e il sole riscalda le nostre povere ossa… con grande gioia cominciamo a togliere i maglioni dai ripiani dell’armadio sostituendoli con dei capi d’abbigliamento leggeri… carini e super comodi..ma in inverno succede la stessa cosa?
…NO!
… Stamani mattina la temperatura si era notevolmente abbassata e come ogni anno, ri-comincio mio malgrado a vestirmi come se dovessi passare una giornata di 24 ore attraversando una tormenta di neve, tutto ha inizio cominciando a indossare un bel paio di calze sotto ai jeans, a cui non riesco a fare a meno neanche nei periodi piu’ freddi, ma in inverno per indossarli appena ti alzi è davvero una dura impresa, sono così gelidi che le gambe si intorpidiscono, ma con un po’ di ingegno si risolve tutto, per cui ricapitolando, calze sotto i pantaloni, le calze saranno pesanti in rapporto alla temperatura, si dividono per lo più in tre categorie: calze di licra normali, calze di lana, calze tecniche da sci , dopodichè anche la scelta dei calzini è in rapporto alla temperatura, oggi che non era così terribile, calzini di cotone lunghi, con in piu’ un aggiunta, un paio di fantasmini, proprio l’ anti sesso, oppure posso passare da uno splendido paio di calzini di lana o da sci.

Dopo aver pensato alla parte inferiore arriva forse la parte peggiore.. si da inizio alle danze, rigorosamente sotto a tutto, una splendida maglietta della salute, dopodichè un sexy pile o lupetto e sopra a tutto per nascondere le varie stratificazioni della crosta terrestre un bel maglione, naturalmente tutto correlato da vari accessori… cappello, guanti, sciarpa, scarponi, paraorecchie… ect..ect..

Una grande fatica sia fisica che mentale, già prima di partire da casa per andare a lavoro.

Ho anche sempre avuto la speranza di non essere l’unica a combinarmi in questo modo, ed oggi ho avuto la conferma…che bello :) 
Comunque mie care “ce l’ho solo io” è inutile che nascondete tutto sotto un maxi maglione, un paio di leggins all’ultima moda e sotto tre strati di trucco  …chissà sotto a tutto questo, cosa si nasconde davvero!….

Avete mai pensato alle donne e all’ inverno?

vi aiuto…

Avete mai pensato all’ anti sesso in cui si trasformano in inverno le donne?

Mi spiego meglio…

Quando arriva la primavera e gli uccellini cantano e i fiori si aprono e il sole riscalda le nostre povere ossa… con grande gioia cominciamo a togliere i maglioni dai ripiani dell’armadio sostituendoli con dei capi d’abbigliamento leggeri… carini e super comodi..ma in inverno succede la stessa cosa?

…NO!

… Stamani mattina la temperatura si era notevolmente abbassata e come ogni anno, ri-comincio mio malgrado a vestirmi come se dovessi passare una giornata di 24 ore attraversando una tormenta di neve, tutto ha inizio cominciando a indossare un bel paio di calze sotto ai jeans, a cui non riesco a fare a meno neanche nei periodi piu’ freddi, ma in inverno per indossarli appena ti alzi è davvero una dura impresa, sono così gelidi che le gambe si intorpidiscono, ma con un po’ di ingegno si risolve tutto, per cui ricapitolando, calze sotto i pantaloni, le calze saranno pesanti in rapporto alla temperatura, si dividono per lo più in tre categorie: calze di licra normali, calze di lana, calze tecniche da sci , dopodichè anche la scelta dei calzini è in rapporto alla temperatura, oggi che non era così terribile, calzini di cotone lunghi, con in piu’ un aggiunta, un paio di fantasmini, proprio l’ anti sesso, oppure posso passare da uno splendido paio di calzini di lana o da sci.

Dopo aver pensato alla parte inferiore arriva forse la parte peggiore.. si da inizio alle danze, rigorosamente sotto a tutto, una splendida maglietta della salute, dopodichè un sexy pile o lupetto e sopra a tutto per nascondere le varie stratificazioni della crosta terrestre un bel maglione, naturalmente tutto correlato da vari accessori… cappello, guanti, sciarpa, scarponi, paraorecchie… ect..ect..

Una grande fatica sia fisica che mentale, già prima di partire da casa per andare a lavoro.

Ho anche sempre avuto la speranza di non essere l’unica a combinarmi in questo modo, ed oggi ho avuto la conferma…che bello :) 

Comunque mie care “ce l’ho solo io” è inutile che nascondete tutto sotto un maxi maglione, un paio di leggins all’ultima moda e sotto tre strati di trucco  …chissà sotto a tutto questo, cosa si nasconde davvero!….

1 anno fa
7 note

Prima letterina a Babbo Natale

Per la letterina di babbo Natale sono un po’ in anticipo, ma c’e’ sempre tempo per la lista dei desideri per il nuovo anno … dunque, ecco quello che vorrei per il 2013:


Fare tanti viaggi, almeno uno molto lontano

Avere tempo, molto tempo per … ok, sono troppe cose, per questo punto serve un post a parte, lo farò, promesso!

Vestirmi sempre chic e iperfemminile, anche in inverno … vorrei, vorrei, fortissimamente vorrei, ma ho troppo freddo e finisce sempre che alle francesine col tacco preferisco i miei adorati e pelosissimi UGG!

Avere un bel balcone sempre fiorito, che non si trasformi nel giro di una settimana in un ricovero per piante in fase terminale.

Trovare il coraggio di leggere almeno un paio di quei mattoni che giacciono abbandonati nella mia libreria e che, sistematicamente, ignoro ogni volta che sono alla ricerca di una nuova lettura. 
Parlo di quei mostri tipo “Anna Karenina”, “Delitto e castigo”, “Il rosso e il nero”, insomma, roba pesa. L’anno scorso mi sono finalmente decisa a leggere “Sulla strada” di Kerouac, mi ci sono voluti circa due mesi, ne è valsa la penna, ok, ma che fatica!

Dipingere le pareti della camera: lo dico da quando ci siamo trasferiti (circa 20 mesi fa), ma poi ogni volta che ho un week end libero (praticamente MAI se non chiedo ferie, e chiedere ferie per imbiancare mi pare decisamente immorale) non ne ho voglia. Comunque, per dovere di cronaca, vorrei farle fuxia o viola … dicono che i colori così sparati non aiutino a conciliare il sonno, ma UFFA! a me piacciono così!

Ecco, la lista poi potrebbe continuare all’ infinito, ma non vorrei sembrare troppo capricciosa … la saggezza popolare insegna: chi troppo vuole nulla stringe.
Prima letterina a Babbo Natale
Per la letterina di babbo Natale sono un po’ in anticipo, ma c’e’ sempre tempo per la lista dei desideri per il nuovo anno … dunque, ecco quello che vorrei per il 2013:
Fare tanti viaggi, almeno uno molto lontano
Avere tempo, molto tempo per … ok, sono troppe cose, per questo punto serve un post a parte, lo farò, promesso!
Vestirmi sempre chic e iperfemminile, anche in inverno … vorrei, vorrei, fortissimamente vorrei, ma ho troppo freddo e finisce sempre che alle francesine col tacco preferisco i miei adorati e pelosissimi UGG!
Avere un bel balcone sempre fiorito, che non si trasformi nel giro di una settimana in un ricovero per piante in fase terminale.
Trovare il coraggio di leggere almeno un paio di quei mattoni che giacciono abbandonati nella mia libreria e che, sistematicamente, ignoro ogni volta che sono alla ricerca di una nuova lettura. 
Parlo di quei mostri tipo “Anna Karenina”, “Delitto e castigo”, “Il rosso e il nero”, insomma, roba pesa. L’anno scorso mi sono finalmente decisa a leggere “Sulla strada” di Kerouac, mi ci sono voluti circa due mesi, ne è valsa la penna, ok, ma che fatica!
Dipingere le pareti della camera: lo dico da quando ci siamo trasferiti (circa 20 mesi fa), ma poi ogni volta che ho un week end libero (praticamente MAI se non chiedo ferie, e chiedere ferie per imbiancare mi pare decisamente immorale) non ne ho voglia. Comunque, per dovere di cronaca, vorrei farle fuxia o viola … dicono che i colori così sparati non aiutino a conciliare il sonno, ma UFFA! a me piacciono così!
Ecco, la lista poi potrebbe continuare all’ infinito, ma non vorrei sembrare troppo capricciosa … la saggezza popolare insegna: chi troppo vuole nulla stringe.
1 anno fa
1 nota
Io adoro i supermercati, è una passione che coltivo fin da  piccola, quando in vacanza al mare la zia e la nonna portavano me e mia sorella alla Superal. E noi, incubo dei dipendenti suppongo, passavamo il nostro tempo a riordinare calzini e tubetti di dentifricio, fingendoci commessa e cliente.Sono convinta che queste precoci esperienze nei corridoi del supermercato abbiano agito come un vero imprinting, e quindi eccomi qua, incapace di resistere al volantino delle offerte e costretta a rendere omaggio almeno una volta ogni due giorni alla Coop dietro casa.La Coop è uno splendido osservatorio degli usi e dei costumi dei nostri simili. Ci sono quelli meticolosi, che arrivano col loro personale depliant delle occasioni, con le offertissime cerchiate in rosso, così non corrono il rischio di dimenticare l’oggetto del desiderio e tornano a casa vincitori.Ci sono quelli ecologici (io appartengo alla categoria) che arrivano con un’ invidiabile collezione di borse di yuta e,nel caso in cui queste non fossero sufficienti a contenere i vari hamburger di farro, tagliate di seitan e polpettine al miglio, pur di non cedere al peccato di un sacchetto di plastica (adesso fortunatamente il  mater-bi ci semplifica la vita) si infilano la spesa nelle tasche del piumino trasformandosi così in un mix tra l’omino michelin e un rapinatore delle poste.Ci sono quelli che alla Coop non comprano niente, ma ci vanno così, tanto per fare, per prendere un po’ di fresco in estate e starsene al caldo in inverno, per fare due chiacchiere al punto soci, per sbirciare in anteprima l’ allestimento degli scaffali per la prossima offerta, per vedere se finalmente questa volta sono arrivati quei fantastici biscotti che all’ Esselunga hanno sempre, ma che qui, accidenti, non sono ancora arrivati!Perché è vero, io adoro tutti i supermercati, ho le più svariate tessere fedeltà, quando vado in vacanza individuo e studio con dovizia di particolari tutti i punti vendita nel raggio di una decina di chilometri, ma la Coop ha qualcosa in più, l’ho scelta come supermercato di elezione, e in tempi di facili costumi, ci tengo particolarmente a rimanerle fedele … e allora, pazienza, se quei biscotti che desidero tanto non arriveranno mai, in fin dei conti la Coop sono io!

Io adoro i supermercati, è una passione che coltivo fin da  piccola, quando in vacanza al mare la zia e la nonna portavano me e mia sorella alla Superal. E noi, incubo dei dipendenti suppongo, passavamo il nostro tempo a riordinare calzini e tubetti di dentifricio, fingendoci commessa e cliente.
Sono convinta che queste precoci esperienze nei corridoi del supermercato abbiano agito come un vero imprinting, e quindi eccomi qua, incapace di resistere al volantino delle offerte e costretta a rendere omaggio almeno una volta ogni due giorni alla Coop dietro casa.
La Coop è uno splendido osservatorio degli usi e dei costumi dei nostri simili. Ci sono quelli meticolosi, che arrivano col loro personale depliant delle occasioni, con le offertissime cerchiate in rosso, così non corrono il rischio di dimenticare l’oggetto del desiderio e tornano a casa vincitori.
Ci sono quelli ecologici (io appartengo alla categoria) che arrivano con un’ invidiabile collezione di borse di yuta e,nel caso in cui queste non fossero sufficienti a contenere i vari hamburger di farro, tagliate di seitan e polpettine al miglio, pur di non cedere al peccato di un sacchetto di plastica (adesso fortunatamente il  mater-bi ci semplifica la vita) si infilano la spesa nelle tasche del piumino trasformandosi così in un mix tra l’omino michelin e un rapinatore delle poste.
Ci sono quelli che alla Coop non comprano niente, ma ci vanno così, tanto per fare, per prendere un po’ di fresco in estate e starsene al caldo in inverno, per fare due chiacchiere al punto soci, per sbirciare in anteprima l’ allestimento degli scaffali per la prossima offerta, per vedere se finalmente questa volta sono arrivati quei fantastici biscotti che all’ Esselunga hanno sempre, ma che qui, accidenti, non sono ancora arrivati!
Perché è vero, io adoro tutti i supermercati, ho le più svariate tessere fedeltà, quando vado in vacanza individuo e studio con dovizia di particolari tutti i punti vendita nel raggio di una decina di chilometri, ma la Coop ha qualcosa in più, l’ho scelta come supermercato di elezione, e in tempi di facili costumi, ci tengo particolarmente a rimanerle fedele … e allora, pazienza, se quei biscotti che desidero tanto non arriveranno mai, in fin dei conti la Coop sono io!

1 anno fa
2 note
Favola e fiaba… La nostra morale dov’ è andata a finire?C’e’ chi crede che le favole e le fiabe, siano la stessa cosa, ma non e’ cosi! 
… adesso noi viviamo in una favola o in una fiaba?Nella favola noi poveri esseri umani abbiamo la favolosa opportunità di trasformarsi in animali e la cosa ad esser sincera non mi dispiace per niente, il cuore animale e’ molto più sincero e puro. Non mi vorrei certo ritrovare a scegliere di essere una principessa dai lunghi capelli biondi e vestita di rosa pastello!
Vorrei… si lo so voglio troppe cose, ma se fosse possibile fare uno strappo alla regola, vivere a meta’ fra le due, per attingere il meglio da entrambe, ma Haimè non e’ possibile. 
Vorrei che ci fosse sempre un buon lieto fine, dove la bontà e la correttezza della specie umana, avessero il sopravvento, dove una visione ottimista della vita e’ alla base di tutto. 
Ma ci ritroviamo il più delle volte ad imbatterci con la realtà, denunciando ingiustizie sociali e criticando i vizi umani come nelle favole. 
Ma allora la nostra finalità e’ quella di trasmettere insegnamenti? sperando che le nuove generazioni non temano ingiustizie e falsità? che i potenti non rimarranno tali e che noi rivendicheremo i  nostri diritti?
Ancora pero’ non abbiamo risposto alla domanda iniziale…

Favola e fiaba… La nostra morale dov’ è andata a finire?

C’e’ chi crede che le favole e le fiabe, siano la stessa cosa, ma non e’ cosi!

… adesso noi viviamo in una favola o in una fiaba?

Nella favola noi poveri esseri umani abbiamo la favolosa opportunità di trasformarsi in animali e la cosa ad esser sincera non mi dispiace per niente, il cuore animale e’ molto più sincero e puro. Non mi vorrei certo ritrovare a scegliere di essere una principessa dai lunghi capelli biondi e vestita di rosa pastello!


Vorrei… si lo so voglio troppe cose, ma se fosse possibile fare uno strappo alla regola, vivere a meta’ fra le due, per attingere il meglio da entrambe, ma Haimè non e’ possibile.

Vorrei che ci fosse sempre un buon lieto fine, dove la bontà e la correttezza della specie umana, avessero il sopravvento, dove una visione ottimista della vita e’ alla base di tutto.

Ma ci ritroviamo il più delle volte ad imbatterci con la realtà, denunciando ingiustizie sociali e criticando i vizi umani come nelle favole.

Ma allora la nostra finalità e’ quella di trasmettere insegnamenti? sperando che le nuove generazioni non temano ingiustizie e falsità? che i potenti non rimarranno tali e che noi rivendicheremo i  nostri diritti?


Ancora pero’ non abbiamo risposto alla domanda iniziale…

1 anno fa
1 nota

Siamo ormai agli sgoccioli anche per questa 85 edizione di Pitti Immagine ma un blog che continuerà a sfornare infinità di accessori e capi ” Fashion Kitsch” e’ il nuovo blog, nato solo due mesi fa di due ragazze fiorentine. Eat the Kitsch!
il fashion blog che combatte il cattivo gusto, svela l’orrore e accresce l’autostima.
un tuffo nel surreale, ai limiti del pensabile, che mostra abbinamenti azzardati, capi e accessori di cui avresti voluto ignorare l’esistenza.

www.eat-the-kitsch.tumblr.com
www.facebook.com/EatTheKitsch
Twitter EatTheKitsch

1 anno fa
0 note
Non sono una che compra e legge abitualmente le riviste, anche nei momenti morti preferisco un libro,della musica o semplicemente un po’ di sano silenzio.Con questo non voglio fare la snob,anzi, riconosco che alcuni di questi periodici sono molto interessanti e ben fatti, specialmente quelli che parlano di viaggi e natura.Ammetto poi che tra i settimanali di attualità ce ne sono un paio che reputo intelligenti e che dosano in modo equilibrato argomenti seri con altri più frivoli.Naturalmente escludo da questa discussione tutti i giornali di gossip estremo, quelli davvero non li prendo proprio in considerazione,nemmeno dal parrucchiere.Tornando a noi, non la tirerei così lunga se non avessi qualcosa da ridire quindi, veniamo al dunque: c’è qualcosa che mi sfugge, che non riesco a capire, che mi lascia perplessa: per quale oscuro motivo ci sono persone che sentono la necessità di scrivere lettere a dei perfetti sconosciuti??Nelle rubriche della posta si leggono davvero cose assurde, tipo (cito testualmente): “mi trasferisco da Roma a Milano, come devo cambiare il mio guardaroba?”, oppure: “dopo il biondo e il castano vorrei convertirmi al sale e pepe…lo faccio?” o ancora: “le salviettine per il demaquillage vanno bene per struccarsi?”.No via,non scherziamo gente…come cavolo ti vorrai vestire a Milano??va bene che c’è un po’ di nebbia ogni tanto,ma mica vai a stare al Polo Nord! E uno come fa a sapere come ti stanno i capelli se non ti ha mai vista in faccia? E poi, scusate eh, la butto lì…ma le salviette per il demaquillage non saranno pensate proprio per struccarsi?Io davvero rimango allibita…non voglio pensare che siano lettere finte perché se proprio qualcuno deve inventarsi qualcosa, che almeno si faccia venire in mente un argomento interessante e non una boiata simile!E, del resto, l’opzione 2 mi pare ancora più triste: ma davvero queste persone non hanno un parrucchiere, un amico, un vicino di casa, un salumiere, un passante qualunque, un gatto, uno specchio a cui porre queste domande esistenziali?Siamo davvero così soli, alienati e asocializzati da doversi rivolgere alle pagine di un giornale per questioni così stupide?Ai posteri l’ardua sentenza.  

Non sono una che compra e legge abitualmente le riviste, anche nei momenti morti preferisco un libro,della musica o semplicemente un po’ di sano silenzio.
Con questo non voglio fare la snob,anzi, riconosco che alcuni di questi periodici sono molto interessanti e ben fatti, specialmente quelli che parlano di viaggi e natura.
Ammetto poi che tra i settimanali di attualità ce ne sono un paio che reputo intelligenti e che dosano in modo equilibrato argomenti seri con altri più frivoli.
Naturalmente escludo da questa discussione tutti i giornali di gossip estremo, quelli davvero non li prendo proprio in considerazione,nemmeno dal parrucchiere.
Tornando a noi, non la tirerei così lunga se non avessi qualcosa da ridire quindi, veniamo al dunque: c’è qualcosa che mi sfugge, che non riesco a capire, che mi lascia perplessa: per quale oscuro motivo ci sono persone che sentono la necessità di scrivere lettere a dei perfetti sconosciuti??
Nelle rubriche della posta si leggono davvero cose assurde, tipo (cito testualmente): “mi trasferisco da Roma a Milano, come devo cambiare il mio guardaroba?”, oppure: “dopo il biondo e il castano vorrei convertirmi al sale e pepe…lo faccio?” o ancora: “le salviettine per il demaquillage vanno bene per struccarsi?”.
No via,non scherziamo gente…come cavolo ti vorrai vestire a Milano??va bene che c’è un po’ di nebbia ogni tanto,ma mica vai a stare al Polo Nord! E uno come fa a sapere come ti stanno i capelli se non ti ha mai vista in faccia? E poi, scusate eh, la butto lì…ma le salviette per il demaquillage non saranno pensate proprio per struccarsi?
Io davvero rimango allibita…non voglio pensare che siano lettere finte perché se proprio qualcuno deve inventarsi qualcosa, che almeno si faccia venire in mente un argomento interessante e non una boiata simile!
E, del resto, l’opzione 2 mi pare ancora più triste: ma davvero queste persone non hanno un parrucchiere, un amico, un vicino di casa, un salumiere, un passante qualunque, un gatto, uno specchio a cui porre queste domande esistenziali?
Siamo davvero così soli, alienati e asocializzati da doversi rivolgere alle pagine di un giornale per questioni così stupide?
Ai posteri l’ardua sentenza.  

1 anno fa
2 note
LA GUERRA DELL’ALBERO
Ogni anno in questa stagione a casa nostra si ripete la stessa storia: la guerra infinita tra i gatti e l’albero di Natale.
Lo so, è una battaglia persa e, come sostiene il mio fidanzato ( che però è antinatalizio) dovrei risolvere il problema alla radice e rinunciare alla tradizione. Ovviamente non lo prendo in considerazione e vado dritta per la mia strada, consapevole del fatto che, dall’8 dicembre al 6 gennaio in salotto si scatenerà l’inferno. Esistono gatti che se ne strafregano dell’albero di Natale (è appurato,non è leggenda, quello di mia sorella è uno di loro), i miei naturalmente NO, quelle due stronzette nutrono una passione sfrenata per luci e palline, in particolare, ça va sans dire, per quelle di vetro.
Quest’anno, dopo neanche 2ore dal termine dell’ “operazione addobbo” stavo già prendendo in seria considerazione l’ipotesi di trasferirmi con l’albero dai miei vicini e godermi così in santa pace l’atmosfera natalizia che adoro tanto…un bilancio atroce, che non lasciava presagire niente di buono: svariati tentativi di scalata dall’interno alla conquista della vetta e due palline drammaticamente rovinate al suolo. Non due palline qualsiasi, ci tengo a precisarlo: la MIA personale palla rossa con scritto “buon natale” che da tempo immemore solo io ero autorizzata ad appendere, e una splendida pallina vintage scovata da una cara amica al mercato di Porta Portese.
Ad oggi, quando mancano ancora una decina di giorni alla fine delle ostilità, devo ammettere che la frequenza delle incursioni si è notevolmente ridotta e che, nonostante un ramo divelto, qualche lucina mangiata e svariate palline disperse,sta andando molto meglio di quanto avessi osato immaginare.
Devo dirlo sottovoce, lo so, i gatti hanno un udito finissimo, un perfido sesto senso e le mie, in particolare, adorano essere smentite…AIUTO!!!tutto può ancora succedere!

LA GUERRA DELL’ALBERO

Ogni anno in questa stagione a casa nostra si ripete la stessa storia: la guerra infinita tra i gatti e l’albero di Natale.

Lo so, è una battaglia persa e, come sostiene il mio fidanzato ( che però è antinatalizio) dovrei risolvere il problema alla radice e rinunciare alla tradizione. Ovviamente non lo prendo in considerazione e vado dritta per la mia strada, consapevole del fatto che, dall’8 dicembre al 6 gennaio in salotto si scatenerà l’inferno. Esistono gatti che se ne strafregano dell’albero di Natale (è appurato,non è leggenda, quello di mia sorella è uno di loro), i miei naturalmente NO, quelle due stronzette nutrono una passione sfrenata per luci e palline, in particolare, ça va sans dire, per quelle di vetro.

Quest’anno, dopo neanche 2ore dal termine dell’ “operazione addobbo” stavo già prendendo in seria considerazione l’ipotesi di trasferirmi con l’albero dai miei vicini e godermi così in santa pace l’atmosfera natalizia che adoro tanto…un bilancio atroce, che non lasciava presagire niente di buono: svariati tentativi di scalata dall’interno alla conquista della vetta e due palline drammaticamente rovinate al suolo. Non due palline qualsiasi, ci tengo a precisarlo: la MIA personale palla rossa con scritto “buon natale” che da tempo immemore solo io ero autorizzata ad appendere, e una splendida pallina vintage scovata da una cara amica al mercato di Porta Portese.

Ad oggi, quando mancano ancora una decina di giorni alla fine delle ostilità, devo ammettere che la frequenza delle incursioni si è notevolmente ridotta e che, nonostante un ramo divelto, qualche lucina mangiata e svariate palline disperse,sta andando molto meglio di quanto avessi osato immaginare.

Devo dirlo sottovoce, lo so, i gatti hanno un udito finissimo, un perfido sesto senso e le mie, in particolare, adorano essere smentite…AIUTO!!!tutto può ancora succedere!

1 anno fa
2 note
Il mio natale riciclato…
Come ogni anno arriva Natale ed io come ogni volta non sento l’ atmosfera natalizia (non come la mia “compagna” di blog, che adora le feste natalizie) e tanto meno la voglia di cominciare a tirare fuori l’ albero e iniziare a decorarlo con luci, palline e quant’ altro… Anche l’ hanno scorso all’ ultimo minuto avevo deciso di tirarlo fuori dallo scatolone e decorarlo.. E devo dire che era venuto anche piuttosto bene! L’unico grande problema non e’ stato montarlo ma smontarlo e rimetterlo apposto dentro la sua scatola fino all’ anno successivo, cosa che e’ successa, ma non per merito mio alla fine del mese di febbraio… Prendendo consapevolezza di non poterlo fare e poi lasciarlo li in eterno, mi sono ingegnata in qualcosa di alternativo… All’inizio sono andata in avanscoperta di qualcosa di Gia’ pronto, gia’ addobbato con luci, palline e che bastava solo toglierlo e poi rimetterlo nella sua scatola… Ma non l’ ho trovato! Per cui ho dato sfogo alla creatività e ho costruito un albero di carta, riciclando tre riviste, usando un po’ di cartone, della colla e tanta fantasia. Oltre ad essere ecologico e riciclato, il budget e’ stato di circa 4 euro, anche se la cosa piu’ importante e’ che mi piace il risultato, perche’ assomiglia più ad un oggetto di arredo che ha un albero natalizio. Adesso il 7 gennaio, quando tutte le feste saranno passate, basterà solo 2 minuti per ripiegarlo e metterlo dentro una scatola… Se il prossimo hanno vorrò ancora utilizzarlo, ci vorranno solo altri 2 minuti!

Il mio natale riciclato…

Come ogni anno arriva Natale ed io come ogni volta non sento l’ atmosfera natalizia (non come la mia “compagna” di blog, che adora le feste natalizie) e tanto meno la voglia di cominciare a tirare fuori l’ albero e iniziare a decorarlo con luci, palline e quant’ altro… Anche l’ hanno scorso all’ ultimo minuto avevo deciso di tirarlo fuori dallo scatolone e decorarlo.. E devo dire che era venuto anche piuttosto bene! L’unico grande problema non e’ stato montarlo ma smontarlo e rimetterlo apposto dentro la sua scatola fino all’ anno successivo, cosa che e’ successa, ma non per merito mio alla fine del mese di febbraio… Prendendo consapevolezza di non poterlo fare e poi lasciarlo li in eterno, mi sono ingegnata in qualcosa di alternativo… All’inizio sono andata in avanscoperta di qualcosa di Gia’ pronto, gia’ addobbato con luci, palline e che bastava solo toglierlo e poi rimetterlo nella sua scatola… Ma non l’ ho trovato! Per cui ho dato sfogo alla creatività e ho costruito un albero di carta, riciclando tre riviste, usando un po’ di cartone, della colla e tanta fantasia. Oltre ad essere ecologico e riciclato, il budget e’ stato di circa 4 euro, anche se la cosa piu’ importante e’ che mi piace il risultato, perche’ assomiglia più ad un oggetto di arredo che ha un albero natalizio. Adesso il 7 gennaio, quando tutte le feste saranno passate, basterà solo 2 minuti per ripiegarlo e metterlo dentro una scatola… Se il prossimo hanno vorrò ancora utilizzarlo, ci vorranno solo altri 2 minuti!

1 anno fa
1 nota
Come ogni giorno arriva l’ora del pranzo e l’ indecisione su cosa prendere…mi metto a sedere… E dopo qualche minuto, alla fine prendo il solito di sempre, ravioli burro e salvia, grande fantasia culinaria! Si lo so! Nel mentre il mio compagno di tavolo prende dei cannelloni… Mhh buoni! Penso! Ma ormai… Non ho piu’ la possibilita’ di cambiare. Parliamo e mentre ci giriamo vediamo un simpaticissimo Giapponese dai capelli nero corvino, corredato da una macchina fotografica super professionale e vestito di tutto punto.. Sta con il suo menù in mano assorto nel pensiero di far finta di capire cosa ci sia scritto… Poi evidentemente si arrende e guarda i nostri piatti, appena arrivati a destinazione… E indica i cannelloni… Anche lui a evitato di prendere i miei tristi ravioli… :(Si siede accanto a noi e studia attentamente come usare le posate in modo corretto… E inizia la sua avventura nel mondo della cucina italiana, per il momento va alla grande!…Fino a quando non ha la brillante idea di alzarsi e cominciare a guardare il banco della rosticceria e cominciare a chiedere altre pietanza… Che non hanno senso di essere mangiate con i cannelloni… Ma non può resistere a non mescolare tutto… E allora laMagia finisce… L’ impegno che aveva messo per mangiare all’Italiana si e’Ridotto ad un por purri di tutto un po’, metafora anche di come si vestono all’ occidentale… Bei vestiti, grandi marche, ma abbinati in modo terribile.. Ma questa e’ un altra storia…

Come ogni giorno arriva l’ora del pranzo e l’ indecisione su cosa prendere…mi metto a sedere… E dopo qualche minuto, alla fine prendo il solito di sempre, ravioli burro e salvia, grande fantasia culinaria! Si lo so! Nel mentre il mio compagno di tavolo prende dei cannelloni… Mhh buoni! Penso! Ma ormai… Non ho piu’ la possibilita’ di cambiare. Parliamo e mentre ci giriamo vediamo un simpaticissimo Giapponese dai capelli nero corvino, corredato da una macchina fotografica super professionale e vestito di tutto punto.. Sta con il suo menù in mano assorto nel pensiero di far finta di capire cosa ci sia scritto… Poi evidentemente si arrende e guarda i nostri piatti, appena arrivati a destinazione… E indica i cannelloni… Anche lui a evitato di prendere i miei tristi ravioli… :(
Si siede accanto a noi e studia attentamente come usare le posate in modo corretto… E inizia la sua avventura nel mondo della cucina italiana, per il momento va alla grande!…
Fino a quando non ha la brillante idea di alzarsi e cominciare a guardare il banco della rosticceria e cominciare a chiedere altre pietanza… Che non hanno senso di essere mangiate con i cannelloni… Ma non può resistere a non mescolare tutto… E allora la
Magia finisce… L’ impegno che aveva messo per mangiare all’Italiana si e’Ridotto ad un por purri di tutto un po’, metafora anche di come si vestono all’ occidentale… Bei vestiti, grandi marche, ma abbinati in modo terribile.. Ma questa e’ un altra storia…

1 anno fa
3 note
Piccole”ossesioni” in mostra
… In un famoso film si diceva:” non può piovere per sempre”, ma in questi giorni la pioggia fa da padrona ed ogni tanto ti affacci alla porta mentre sei a lavoro e speri che abbia smesso di “piangere”, ma non e’ cosi!
Allora cosa fare in una sera piovosa di  fine novembre? 
Le alternative sono poche se si vuol trovare riparo
Cinema? No, non mi alletta l’idea, nessun films che vale veramente la pena di essere visto al cinema.
Visitare una mostra?
… Trovo interessante l’ esposizione temporanea che si trova adesso a Palazzo Strozzi e grazie ad un apertura serale sarebbe un idea perfetta …e alla fine abbiamo preso una decisione, che mostra sia!
… Arrivati, finalmente entriamo e come ogni qualvolta che visito una mostra per lo piu’ temporanea, fuoriescono da me alcune mie “piccole” “ossessioni” d’ “artista”, comincio in primo luogo a “leggere i pannelli” esplicativi che forniscono nei dettagli le chiavi per leggere l’ opera d’arte in questione. 
Mi metto di “fronte all’ opera che più mi colpisce” irrazionalmente (non sempre e’ la più famosa e suggestiva) ma bensì di solito e’ quella che rappresenta qualcosa di “inspiegabile”.
In questo caso… Osservo un volto appena abbozzato ed “immagino” cosa provava l’ artista quando raffigurava su tela quel viso che “non ha voluto ultimare”.
Proseguo nelle varie stanze e mi ritrovo di fronte ad una serie di fotografie che l’ artista prendeva in considerazione per realizzare i suoi lavori, molte di esse sono parti “anatomiche” di “persone realmente esistite”, non riesco a “staccare lo sguardo” da quella selezione fantastica di immagini.
… Ma ad un certo punto mi rendo conto che devo scuotermi da quel torpore e tornare alla realtà! finisco il percorso con una sensazione ancora di stordimento e mentre salgo le scale che portano all’uscita, respiro e “provo a rilassarmi”!

Piccole”ossesioni” in mostra


… In un famoso film si diceva:” non può piovere per sempre”, ma in questi giorni la pioggia fa da padrona ed ogni tanto ti affacci alla porta mentre sei a lavoro e speri che abbia smesso di “piangere”, ma non e’ cosi!


Allora cosa fare in una sera piovosa di  fine novembre?

Le alternative sono poche se si vuol trovare riparo


Cinema? No, non mi alletta l’idea, nessun films che vale veramente la pena di essere visto al cinema.


Visitare una mostra?


… Trovo interessante l’ esposizione temporanea che si trova adesso a Palazzo Strozzi e grazie ad un apertura serale sarebbe un idea perfetta …e alla fine abbiamo preso una decisione, che mostra sia!


… Arrivati, finalmente entriamo e come ogni qualvolta che visito una mostra per lo piu’ temporanea, fuoriescono da me alcune mie “piccole” “ossessioni” d’ “artista”, comincio in primo luogo a “leggere i pannelli” esplicativi che forniscono nei dettagli le chiavi per leggere l’ opera d’arte in questione.

Mi metto di “fronte all’ opera che più mi colpisce” irrazionalmente (non sempre e’ la più famosa e suggestiva) ma bensì di solito e’ quella che rappresenta qualcosa di “inspiegabile”.

In questo caso… Osservo un volto appena abbozzato ed “immagino” cosa provava l’ artista quando raffigurava su tela quel viso che “non ha voluto ultimare”.


Proseguo nelle varie stanze e mi ritrovo di fronte ad una serie di fotografie che l’ artista prendeva in considerazione per realizzare i suoi lavori, molte di esse sono parti “anatomiche” di “persone realmente esistite”, non riesco a “staccare lo sguardo” da quella selezione fantastica di immagini.


… Ma ad un certo punto mi rendo conto che devo scuotermi da quel torpore e tornare alla realtà! finisco il percorso con una sensazione ancora di stordimento e mentre salgo le scale che portano all’uscita, respiro e “provo a rilassarmi”!

1 anno fa
1 nota
Ho un problema ultimamente: sono intollerante.
Non intollerante ai formaggi, al glutine, al pomodoro, ai gamberetti o alle arachidi … questa sarebbe una questione tutto sommato abbastanza semplice da risolvere.
Per le cose che mi rendono nervosa invece,temo non ci sia granchè da fare.
Non sopporto le macchie di calcare sul mio splendente lavello in acciaio della cucina, non sopporto le assurde suonerie dei cellulari che si sentono per strada, non sopporto le domande stupide, non sopporto i cinema con più di tre sale, non sopporto i Suv (tutti, e quelli parcheggiati in 5 fila specialmente), non sopporto le moto che rombano in città e i cinquantini dei pischelli di periferia con le marmitte truccate.
Ma quello che da qualche tempo a questa parte urta massimamente il mio già precario equilibrio psichico, sono i pullman turistici a due piani.
Onestamente, in una città microscopica come Firenze, qualcuno riesce anche solo ad intravedere l’utilità di questi container su ruote che seminano il caos per le viuzze del centro? Ho la sfortuna di lavorare in via Romana (penso la strada più stretta ma utile di Oltrarno), e a questo si unisce il fatto che la fine del mio turno di lavoro, che sia di mattina o di pomeriggio, coincide esattamente col passaggio di questi cassoni motorizzati. Puntualmente mi ritrovo incastonata tra il cofano della macchina retrostante, il cui conducente ovviamente non aspetta neppure una frazione di secondo prima di dar vita al binomio palmo della mano-clacson, e la marmitta del pullman che porta in giro greggi di turisti sfaticati, troppo poco intraprendenti per avventurarsi tra i vicoli del centro storico.
Beh, adesso che ci penso, nessuno che visiti Firenze può veramente dire di aver vissuto la città se non si concede almeno un quarto d’ora di full immersion nel traffico cittadino …
E allora, che fretta c’ è per le linee 2 e 3 della tramvia? Mescoliamoci alle folle sorridenti dei turisti e saliamo anche noi al secondo piano dei pullman rossi … alla scoperta della civiltà perduta!

Ho un problema ultimamente: sono intollerante.

Non intollerante ai formaggi, al glutine, al pomodoro, ai gamberetti o alle arachidi … questa sarebbe una questione tutto sommato abbastanza semplice da risolvere.

Per le cose che mi rendono nervosa invece,temo non ci sia granchè da fare.

Non sopporto le macchie di calcare sul mio splendente lavello in acciaio della cucina, non sopporto le assurde suonerie dei cellulari che si sentono per strada, non sopporto le domande stupide, non sopporto i cinema con più di tre sale, non sopporto i Suv (tutti, e quelli parcheggiati in 5 fila specialmente), non sopporto le moto che rombano in città e i cinquantini dei pischelli di periferia con le marmitte truccate.

Ma quello che da qualche tempo a questa parte urta massimamente il mio già precario equilibrio psichico, sono i pullman turistici a due piani.

Onestamente, in una città microscopica come Firenze, qualcuno riesce anche solo ad intravedere l’utilità di questi container su ruote che seminano il caos per le viuzze del centro? Ho la sfortuna di lavorare in via Romana (penso la strada più stretta ma utile di Oltrarno), e a questo si unisce il fatto che la fine del mio turno di lavoro, che sia di mattina o di pomeriggio, coincide esattamente col passaggio di questi cassoni motorizzati. Puntualmente mi ritrovo incastonata tra il cofano della macchina retrostante, il cui conducente ovviamente non aspetta neppure una frazione di secondo prima di dar vita al binomio palmo della mano-clacson, e la marmitta del pullman che porta in giro greggi di turisti sfaticati, troppo poco intraprendenti per avventurarsi tra i vicoli del centro storico.

Beh, adesso che ci penso, nessuno che visiti Firenze può veramente dire di aver vissuto la città se non si concede almeno un quarto d’ora di full immersion nel traffico cittadino …

E allora, che fretta c’ è per le linee 2 e 3 della tramvia? Mescoliamoci alle folle sorridenti dei turisti e saliamo anche noi al secondo piano dei pullman rossi … alla scoperta della civiltà perduta!

1 anno fa
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